PFAS: ULTIME NOTIZIE

La vicenda dell’inquinamento delle acque superficiali e di falda del vastissimo territorio compreso tra le province di Vicenza, Padova e Verona sembra stia volgendo al termine. Lo è perlomeno per l’azienda che ne è stata responsabile. È infatti recente la notizia della presentazione di istanza di fallimento dell’azienda di Trissino Miteni spa.

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PFAS: FACCIAMO IL PUNTO

Risale al 24 agosto la notizia della costituzione di un presidio organizzato dalle Mamme No Pfas presso il Tribunale di Vicenza. Cinque giorni di “occupazione” pacifica per chiedere alla Procura di Vicenza l’immediata chiusura dello stabilimento dell’azienda Miteni di Trissino, considerata responsabile dell’inquinamento da PFAS in Veneto. Azienda che nel frattempo, tra luglio ed agosto, in seguito ad un’ordinanza della Provincia di Vicenza, ha fermato i propri impianti in via precauzionale, in attesa di ulteriori accertamenti.

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ACQUE COMUNI, LA CAROVANA PER L’ACQUA

Sabato 15 settembre alle ore 16:30 a Porto Burci si terrà “Chiare, fresche e dolci acque” parte prima, una tavola rotonda sulla qualità delle acque e sulla percezione del nostro patrimonio idrico. Dal 15 settembre al 30 settembre presso l’area espositiva di Porto Burci si terrà la mostra fotografica “Acqua underground” di Marco Zorzanello e Marco Dal Maso.

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DOSSIER LEGAMBIENTE “RAPPORTO CITTA’- CLIMA”

Nubifragi, siccità, ondate di calore sempre più forti e prolungate: anno dopo anno si ripetono in Italia fenomeni meteorologici sempre più intensi ed estremi dovuti in primis ai cambiamenti climatici che stanno già causando danni ai territori. Di fronte a questi eventi estremi però, le città sembrano rimanere indietro nelle politiche di adattamento. Sono 198 i comuni italiani dove, dal 2010 ad oggi, si sono registrati impatti rilevanti con 340 fenomeni meteorologici estremi.

Sono i temi trattati nel dossier “Sos acqua: nubifragi, siccità, ondate di calore. Le città alla sfida del clima”, realizzato da Legambiente in collaborazione con Unipol Gruppo.

Impossibile dimenticare il caldo record registrato in Italia nell’estate del 2017 – con il mese di giugno tra i più caldi degli ultimi 150 anni – segnata da un lungo periodo di siccità, da intense ondate di calore e poi da piogge torrenziali come quella che ha colpito Livorno. Lo scorso anno nei quattro principali bacini idrografici italiani (Po, Adige, Arno e Tevere) le portate medie annue hanno registrato una riduzione complessiva del 39,6% rispetto alla media del trentennio 1981-2010. Il Lago di Bracciano ha registrato un abbassamento di 160 centimetri, e a Roma è caduto l’82% di pioggia in meno e sono diverse le regioni che hanno dichiarato lo stato di crisi idrica.

L’aumento delle temperature e le conseguenti ondate di calore rappresentano oggi uno dei maggiori pericoli per le persone. Tra il 2005 e il 2016, in 23 città italiane, le ondate di calore hanno causato 23.880 morti.

Tema centrale del dossier di Legambiente è l’acqua, risorsa preziosa ma che allo stesso tempo può diventare un pericolo per le persone e creare danni agli spazi urbani. Dal 2010 al 2017 le sole inondazioni hanno provocato nella Penisola la morte di 157 persone e l’evacuazione di oltre 45.000 (dati Cnr). Senza contare che ad oggi si continua a sprecare ancora troppo: nel 2015 è stata dispersa il 38,2% dell’acqua immessa nella rete di distribuzione, con perdite complessive che potrebbero soddisfare le domande annuali di 10 milioni di persone. Per questo Legambiente, che nei giorni scorsi ha lanciato la campagna nazionale “Un mondo di gocce” insieme a “Fondazione con il Sud” per promuovere un uso sostenibile dell’acqua, torna a ribadire l’importanza di ripensare ad un modello gestionale nuovo di questo bene comune che si intrecci con i piani di adattamento al clima, perché sono due temi che vanno di pari passo.

Il dossier completo si può scaricare al seguente link:

https://www.legambiente.it/contenuti/dossier/citta-e-clima-indagine-2018-di-legambiente

 

Elena Ceretta

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PFAS: MODIFICA DEI COMUNI DELLE ZONE ROSSA, ARANCIONE E GIALLA E ALTRI AGGIORNAMENTI

Il 21 maggio un Comunicato della Regione Veneto ha annunciato le modifiche al “Piano di sorveglianza sulla popolazione esposta a sostanze perfluoroalchiliche (PFAS)”.

Mappa di definizione delle aree di impatto dell’inquinamento da sostanze perfluoroalchiliche (PFAS) pubblicata nel Comunicato della Regione Veneto del 21 maggio 2018.

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