gennaio 11

BIOSHOPPERS: FACCIAMO CHIAREZZA

 
Il 2018 si è aperto con una novità importante, infatti dal 1 gennaio è entrata in vigore una nuova legge che impone l’utilizzo dei sacchetti biodegradabili per frutta, carne, pesce e affettati. Questa nuova normativa traspone la direttiva europea n° 720 del 2015 che ha lo scopo di:
1. ridurre l’impatto degli imballaggi e dei rifiuti di imballaggio sull’ambiente;
2. limitare la dispersione dei rifiuti costituiti da borse di plastica che si traducono in inquinamento ambientale e aggravano il problema dei rifiuti dispersi nei corpi idrici, minacciando gli ecosistemi acquatici di tutto il mondo.
La legge ha portato a numerose polemiche da parte dei consumatori e nel mondo della politica, tra cui quella relativa al costo dei sacchetti. L’obiettivo della normativa è quello di dare più consapevolezza e responsabilità al consumatore, rendendo trasparente il costo dei sacchetti che prima in apparenza era considerato gratuito.
Questi nuovi sacchetti a differenza di quelli precedenti in plastica, ottenuti quindi da fonti fossili, sono costituiti da Mater-bi composto da amido di mais e oli vegetali. Questo materiale è sia biodegradabile che compostabile e conforme alla legge EN13432.
Lo stesso consorzio italiano dei compostatori (Cic) afferma che i nuovi sacchetti sono compatibili con il sistema di raccolta rifiuti del territorio e quindi possono essere utilizzati per il contenimento dell’umido domestico. L’unico punto critico sono le etichette che andrebbero rese compostabili.
L’introduzione dei bioshopper avrà un impatto positivo sull’ambiente.

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dicembre 12

PROGETTO CAPTOR: PUBBLICATI I RISULTATI UFFICIALI DEL MONITORAGGIO

 

 

L’ozono troposferico è un inquinante secondario che si forma nelle aree rurali, in presenza di luce solare, in seguito a complesse reazioni chimiche tra gas precursori emessi nelle zone urbane: ossidi di azoto, composti organici volatili, monossido di carbonio o metano.

L’ozono troposferico, oltre ad essere dannoso per l’ambiente, è un gas nocivo per la salute umana in quanto può provocare problemi respiratori, bruciore agli occhi, irritazione a gola e mucose e può causare un incremento delle malattie che colpiscono i polmoni. L’OMS (l’Organizzazione Mondiale della Sanità) ha infatti stabilito che il limite di esposizione delle persone a questo inquinante non deve superare i 100 µg/m3 in un tempo medio di 8 ore. Lo sforamento di tale limite oltre i 25 giorni nell’arco di 3 anni può provocare delle ripercussioni negative sulla salute.

Il Decreto Legge n.155/10 prevede altri due valori soglia: la soglia di informazione e la soglia di allarme. La prima è pari a 180 µg/m3. Superato questo valore, anche nel caso di breve esposizione, emergono rischi per la salute umana per i soggetti più sensibili. Il secondo è pari a 240 µg/m3. L’esposizione a tali valori, anche per breve durata, è rischiosa per chiunque.

Come già preannunciato nel nostro articolo di ottobre, il monitoraggio dell’ozono troposferico a Vicenza è terminato il 15 settembre 2017. Continue reading

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dicembre 12

EMERGENZA PM10. LA PRINCIPALE FONTE DI INQUINAMENTO E’ IL RISCALDAMENTO DOMESTICO

Come abbiamo scritto nell’articolo del mese scorso  dedicato alla qualità dell’aria, ad ottobre a Vicenza si sono sforati i valori di PM10 ben 16 volte, praticamente un giorno sì e uno no, e per 12 giorni si è raggiunto il valore soglia (come si può vedere dal grafico 1).

Anche se a novembre le piogge hanno abbassato il livello di inquinanti nell’aria continuiamo a respirare aria inquinata con gravi conseguenze per la nostra salute.

Grafico 1: numero di superamenti del valore limite di PM10 (pari cioè a 50 µg/m3) nell’anno 2017 in relazione alle precipitazioni e alle temperature registrati dalla centralina Quartiere Italia (VI). Fonte: dati ARPAV.

Il grafico mette in relazione le concentrazioni di PM10 con la temperatura media mensile e le precipitazioni medie mensili registrate dalla stazione “Quartiere Italia” a Vicenza. Possiamo notare come la quantità di polveri sottili prodotte durante l’anno si concentrino nel periodo invernale mentre d’estate il valore limite di 50 µg/m3 non è mai stato superato. Si può facilmente intuire l’importante ruolo che hanno gli impianti di riscaldamento nella produzione di inquinamento atmosferico. Molto spesso i media e la nostra attenzione si concentrano sui trasporti (smog da camion e autovetture) quando si parla di PM10, tuttavia, non bisogna dimenticare l’incidenza degli impianti termici e delle stufe a legna e a pellet, che ogni anno producono oltre 2 mila tonnellate di polveri sottili.

Secondo quanto emerso da uno studio condotto dal DRIEE (Direzione regionale dell’ambiente e dell’energia francese) un camino acceso per mezza giornata emette la stessa quantità di PM10 emesse da un’auto a gasolio che percorre 3,5 km. Continue reading

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dicembre 12

CALDAIE E STUFE: COME RISPARMIARE, INQUINARE MENO E NON INCORRERE IN SANZIONI

Gli impianti termici sono tra i maggiori responsabili dell’inquinamento dell’aria che respiriamo. Tutti ne abbiamo almeno uno in casa: una caldaia, una pompa di calore, un condizionatore o magari una stufa alimentata a biomassa (pellet, legna, cippato ecc.).

Con questi semplici accorgimenti si può diminuire il consumo ed i costi riducendo molto le emissioni e non rischiare sanzioni. Continue reading

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maggio 12

CONTINUA LA CAMPAGNA DI RACCOLTA FIRME DI LEGAMBIENTE CONTRO L’INQUINAMENTO DA PFAS IL 14 MAGGIO CI SARÀ LA SECONDA EDIZIONE DELLA MARCIA DEI pFIORI!

La campagna #BASTAPFAS organizzata da Legambiente Veneto e dal Coordinamento Acqua Libera dai PFAS, è in piena attività: decine gli appuntamenti previsti per i prossimi due mesi organizzati su tutto il territorio interessato a supporto della raccolta firme per la petizione #BASTAPFAS!
Con questa petizione si chiede al Ministero della Salute e al Ministero dell’Ambiente una legge che imponga limiti ai PFAS nelle falde e limiti allo scarico che siano uniformati ai valori più restrittivi vigenti. Inoltre si chiede al Presidente della Giunta Regionale del Veneto che gli acquedotti contaminati dalla presenza di PFAS vengano urgentemente allacciati a fonti di approvvigionamento non inquinate. Continue reading
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