ottobre 11

Festa dell’Albero 2017

Legambiente Vicenza sta organizzando, in occasione della Festa dell’Albero 2017, alcune iniziative con gli alunni delle classi seconde e terze della scuola primaria 2 Giugno di via Cappuccini 65 (Vicenza). La festa, che è nazionale, viene celebrata ogni anno il 21 novembre.

È un giorno molto importante per festeggiare gli importantissimi amici che non sempre trattiamo come meriterebbero, eppure loro rendono possibile la nostra sopravvivenza e quella di molti altri esseri viventi.

Legambiente Vicenza, negli ultimi 2 anni insieme ad Arciragazzi, cerca di coinvolgere ogni anno un istituto diverso per portare il messaggio della Festa dell’Albero in quante più scuole possibili.

Quest’anno forniremo alla scuola il film “L’uomo che piantava gli alberi”, tratto dall’omonimo libro di Jean Giono e insegnanti e alunni faranno un lavoro su questo testo estraendo dei brani che verranno letti dagli bambini la mattina di martedì 21 novembre nel parco della scuola.

Sono in definizione i dettagli della giornata. Verranno resi noti a breve sulla nostra pagina facebook e sul sito di Legambiente Vicenza.

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ottobre 11

Nuovi limiti per i PFAS in Veneto, da settembre il problema è diventato nazionale

Dopo i numerosi appelli fatti negli ultimi anni da Legambiente come la marcia dei pFIORI organizzata a maggio per raccogliere firme per ottenere una legge che imponga dei limiti di PFAS nelle falde, finalmente il Presidente della Regione Veneto Luca Zaia ha deciso di abbassare i limiti per le sostanze perfluoroalchiliche, che non dovranno superare i 90 ng/L, nei comuni della “zona rossa” compresa tra Vicenza, Verona e in parte Padova. La concentrazione di  PFOA  verrà abbassata a 40 ng/L.

Secondo quanto dichiarato dal presidente Zaia, i limiti stabiliti saranno i più bassi del mondo: non è proprio così, infatti in alcuni Stati americani le concentrazioni sono molto più basse. È così nel Vermont, dove i limiti non superano i 20 ng/L e in New Jersey, dove il valore raccomandato è di 14 ng/L.

Dopo la presa di posizione di Zaia l’attenzione sulla questione è arrivata ad una platea nazionale. Anche la trasmissione “Agorà” di Rai3 ne ha parlato il 21 settembre (per vedere la puntata clicca qui).

Domenica 1 ottobre presso il teatro comunale di Lonigo è stato ospite l’avvocato Robert Bilott, che ha combattuto e vinto, contro l’azienda chimica Dupont, responsabile dell’inquinamento da sostanze perfluoroalchiliche nel fiume Ohio. Negli Stati Uniti il problema ha coinvolto 70 mila abitanti.

Secondo gli studi effettuati, queste sostanze avrebbero provocato diverse malattie tra cui problemi alla tiroide, alti livelli di colesterolo nel sangue, cancro ai testicoli e reni.

Qui in Italia le persone esposte sono molte di più e per questo, come sottolinea l’avvocato Bilott, bisogna fare qualcosa di più concreto, come cambiare periodicamente i filtri per ottenere un’acqua più pulita, e massimizzare gli sforzi per garantire alla popolazione livelli nel sangue pari a zero.

Lo stesso Luigi Lazzaro, Presidente di Legambiente Veneto dichiara che «l’applicazione di limiti, anche se i più bassi al mondo, non risolverà purtroppo il problema sanitario e dell’inquinamento ambientale. È urgente mettere in sicurezza la rete acquedottistica con nuove prese non inquinate ed attuare subito un programma di bonifica dell’area contaminata che metta in sicurezza la falda acquifera e le acque superficiali».

Sulla stessa linea Piergiorgio Boscagin, Presidente del circolo Legambiente “Perla Blu” di Cologna Veneta, che fin dal 2013 lotta per portare il caso all’attenzione delle istituzioni. Egli, fresco dalla manifestazione che si è svolta l’8 ottobre a Lonigo, ricorda che secondo la Regione ci vorranno 4 anni per riuscire realmente ad abbassare i valori di PFAS nell’ambiente e spiega perché proprio a settembre sembra esserci stata una svolta: «grazie alla pubblicazione dei risultati dello screening sanitario condotto sugli abitanti di alcuni comuni interessati, c’è stata una maggiore presa di consapevolezza del problema, a cui ha fatto seguito una mobilitazione di gruppi e comitati locali. Tuttavia questo non basta: occorre mobilitarsi affinché venga effettuato uno screening di tutta la popolazione coinvolta e vengano analizzate le fonti di approvvigionamento delle acque di irrigazione e i reflui industriali».

Per leggere tutta l’intervista a Piergiorgio Boscagin clicca qui.

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ottobre 11

Intervista a Piergiorgio Boscagin, Presidente del circolo Legambiente “Perla Blu” di Cologna Veneta

 

Legambiente aveva invitato più volte la Regione a rispondere sul tema dei PFAS, qual è la tua opinione in merito ai limiti proposti da Luca Zaia?

Penso che i limiti proposti da Zaia siano strategici dal punto di vista politico in vista del Referendum sull’autonomia del Veneto per diversi motivi. I limiti sui valori di PFAS imposti dall’Istituto superiore di Sanità nel 2014 potevano già essere abbassati dalla regione Veneto, oltretutto i costi per raggiungere tali limiti sarebbero stati inferiori rispetto a quelli a cui si andrà incontro adesso.

Inoltre, la Regione dichiara che servono quattro anni per abbassare i valori di PFAS: il problema PFAS era già noto dal 2013, si è avuto il tempo necessario, ma nessun provvedimento è stato attuato. Una situazione di emergenza è diventata una costante.

L’unica soluzione è cambiare le fonti di approvvigionamento dell’acquedotto: i limiti proposti da Zaia non faranno cambiare tali fonti di approvvigionamento.

 

Cosa è cambiato a settembre sul tema PFAS secondo te?

A settembre, grazie alla pubblicazione dei risultati dello screening sanitario condotto sugli abitanti di alcuni comuni interessati, c’è stata una maggiore presa di consapevolezza del problema, a cui ha fatto seguito una mobilitazione di gruppi e comitati locali. Tuttavia questo non basta: occorre mobilitarsi affinché venga effettuato uno screening di tutta la popolazione coinvolta e vengano analizzate le fonti di approvvigionamento delle acque di irrigazione e i reflui industriali.

 

Quali sono le priorità nei prossimi due-tre mesi secondo Legambiente?

Benché il problema dei PFAS nelle acque sia emerso nel 2013, secondo ArpaV la popolazione è esposta a tale inquinamento dal 1976-1977. Pertanto la priorità assoluta è quella di mobilitarsi affinché inizino i lavori per ottenere nuovi allacciamenti all’acquedotto.

 

Un tuo commento sulla manifestazione dell’8 ottobre

La posizione di Legambiente in merito alla manifestazione è spiegata nel nostro Comunicato. Il coordinamento appoggia la manifestazione, ma non partecipa: occorre, infatti, distinguere tra chi ha sempre agito nei riguardi di questo problema e le istituzioni locali e statali, che non hanno considerato il problema PFAS con adeguate attenzione e celerità. Le richieste oggetto della manifestazione (acqua pulita, screening a tutta la cittadinanza coinvolta, fermo della Ditta MITENI SpA, bonifica dei siti inquinati) sono state già condivise da Legambiente. Personalmente, invece, penso che la partecipazione dei sindaci possa essere semplicemente una mossa per coprire le mancanze di questi anni e una strategia politica in vista dell’imminente referendum.

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ottobre 10

Appuntamento per novembre con la XVIII Assemblea Nazionale di Legambiente

 

 

Da venerdì 3 a domenica 5 novembre si terrà la XVIII assemblea nazionale dei circoli Legambiente a Rispescia (Grosseto). Anche quest’anno saranno tre giornate di formazione, condivisione, lavoro e divertimento per riflettere sulle sfide dei nostri territori con entusiasmo e l’instancabile passione per cambiare in meglio il nostro Paese. Per i circoli sarà un’occasione per condividere le iniziative, le battaglie e le vittorie che sono state raggiunte e per imparare dalle esperienze delle altre regioni. 

Sabato 11 novembre 2017 a Padova si terrà invece l’assemblea regionale dei circoli di Legambiente Veneto con la presenza della nostra presidente nazionale Rossella Muroni, dove si cercherà di fare il punto sulla iniziative e sulle vertenze che Legambiente Veneto sta portando avanti nel territorio e stabilire le priorità per il prossimo anno.

 

Majorie Okyere

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ottobre 10

Il monitoraggio dell’ozono troposferico è terminato! Tra non molto i risultati

 

Il 15 settembre 2017 il monitoraggio dell’inquinamento da ozono è terminato per tutti gli strumenti installati nell’ambito del progetto Captor (https://www.captor-project.eu/it/). Nella regione Veneto sono stati posizionati tre rilevatori di ozono e in particolare nelle tre località: Barbarano Vicentino, Ponte di Barbarano e Isola Vicentina. Il 22 e il 26 settembre i rilevatori sono stati recuperati dalle abitazioni di tre cittadini, i quali hanno risposto ad alcune domande sulla loro esperienza come volontari per il progetto Captor. Dalle interviste è emerso l’entusiasmo per aver preso parte a questa iniziativa, la conoscenza circa le cause e le conseguenze dell’inquinamento da ozono troposferico, la condivisione dell’esperienza con amici e conoscenti, nonché una maggiore attenzione verso gli stili di vita e i comportamenti che incidono sulla concentrazione di ozono.

Una volta ritirati tutti gli strumenti, questi sono stati installati presso la centralina ArpaV di Cinto Euganeo (Padova) dove resteranno due settimane per la fase di taratura. Dopo questo periodo, gli strumenti verranno spediti all’Ufficio Scientifico di Legambiente il quale provvederà al loro invio verso Barcellona e la Francia dove sono stati progettati e costruiti. I dati raccolti dai rilevatori verranno in seguito elaborati e tradotti per poi renderli pubblici verso la metà di novembre. Nel frattempo, vi invitiamo a consultare i risultati del monitoraggio disponibili al link https://captorair.org/map/.
Nei prossimi mesi le attività del progetto Captor riprenderanno attraverso azioni di informazione e promozione del progetto verso i cittadini, le scuole e gli altri circoli di Legambiente. In primavera ripartirà invece la ricerca di nuovi volontari disponibili ad ospitare uno strumento presso le loro abitazioni, per poi iniziare una nuova fase di monitoraggio nell’estate del 2018.

Elena Ceretta e Giulia DallePalle

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