Feste Natalizie, Carbone sotto l’albero per Vicenza

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Per l’ennessimo anno consecutivo il tema dei PM10, l’inquinamento dell’aria dovuto alle polveri sottili generate dalle combustioni inquinanti, anche dette micropolveri, riempie la cronaca dei quotidiani locali e regionali durante l’intero arco del mese di dicembre.
Nella fattispecie a Vicenza dove, nei primi 22 giorni di dicembre, il limite giornaliero dei 50 microgrammi per metro cubo d’aria è stato sforato ben 20 volte toccando, ad oggi, il picco massimo nel giorno 12 quando è stato registrato dalle centraline un tasso di ben 94 mg per metro cubo d’aria: pressoché il doppio del limite di legge consentito.
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-(elaborazione propria su dati ARPAV)

Purtroppo i dati non inducono all’ottimismo per quello che riguarda le province venete.
Il triste primato parla chiaro: nella seconda settimana di dicembre le province di Vicenza, Treviso, Padova e Venezia hanno superato il limite consentito per sette giorni consecutivi.
Nel totale, sono addirittura sei su sette le province venete che hanno ampiamente sforato i 35 giorni all’anno concessi, per legge, con la sola eccezione di Rovigo e la new entry di Belluno nell’area Feltrina.
Il problema dell’inquinamento torna quindi ad acuirsi nell’intera pianura padana. Con il ritorno persistente della nebbia nella nostra regione, i lunghi periodi di “siccità” invernale ed una quasi totale assenza di venti, soffriamo dell’impossibilità di disperdere le polveri sottili e il Veneto rimane una delle aree più inquinate d’Europa.

La città di Vicenza in particolare, per la sua morfologia territoriale e per il clima si identifica come una delle città più colpite dallo smog tra tutte le città della Penisola e sentiamo il bisogno di una spinta innovativa verso un sistema alternativo.
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In città sono scattate proprio in questi giorni le varie contromisure tra cui anche il lavaggio delle strade attraverso le pulitrici del comune (perché le polveri sottili tendono a ad accumularsi a terra e rialzarsi ad ogni passaggio di ruota), il decreto 109 che da un paio di settimane impone agli esercenti, in particolar modo quelli del centro storico, di chiudere le porte dei negozi per non disperdere inutilmente calore e per ridurre (l’inutile) consumo energetico, abbassando di 1° centigrado la temperatura fino ad un massimo di 19°C nei locali. Questa seconda misura si è scontrata purtroppo con la contrarietà di molti commercianti, più interessati a garantire ogni possibile misura pro-acquisti natalizi che la salute dei clienti.

E’ sgradevole vedere che tengono banco più facilmente le notizie legate al botta e risposta tra commercianti e amministrazione invece che le notizie davvero importanti: il certificato aumento di casi di affaticamento respiratorio e dell’ acuirsi delle patologie croniche come asma e bronchiti, di ricoveri soprattutto tra bambini ed anziani a causa dell’aria insalubre che si respira nelle ultime settimane (e andiamo ormai verso il mese).

Questi pesanti effetti devono essere contrastati immediatamente con misure non emergenziali bensì permanenti. Lo diciamo da anni: non bastano le limitazioni temporanee del traffico, le richieste alla popolazione di “fare i bravi” abbassando il termostato e usando meno la macchina, bisogna modificare realmente i comportamenti quotidiani e le scelte dei cittadini, degli imprenditori, dei consumatori.
Sappiamo che nel nostro territorio l’inquinamento atmosferico è causato per un terzo dai trasporti, per un terzo dai sistemi di combustione usati negli edifici principalmente per il riscaldamento e per un terzo dai consumi energetici e le combustioni industriali.

Questi sono i fattori su cui incidere con le scelte politiche e amministrative, siamo d’accordo con le dichiarazioni del sindaco Achille Variati che ha voluto fare un appello ai cittadini: “Piccoli gesti all’apparenza insignificanti possono determinare cambiamenti importanti. Per questo invito tutti i cittadini ad abbassare il riscaldamento di casa o del luogo di lavoro, a prediligere i mezzi pubblici o la bicicletta quando è possibile, a spegnere il motore dell’auto in sosta, a limitare al massimo l’utilizzo di stufe e caminetti a legna e a pellet”
Ma sappiamo che lasciare alla cittadinanza la responsabilità delle scelte non basta e rischiano di sembrare palliativi in attesa della pioggia, a riprova sia il fatto che anche se non piove e la città berica è dotata di mezzi pubblici e di sempre più percorsi ciclabili, possiamo facilmente notare come il traffico privato sia aumentato, basta un po’ di freddo a scoraggiare i cittadini e fargli prendere la macchina per ogni spostamento.

Il comune di Vicenza negli ultimi anni si è dotato di piani precisi per la riduzione dell’inquinamento atmosferico, in particolare il Piano di azione comunale per il risanamento dell’atmosfera, deliberato nel 2007 ed aggiornato nel 2012 (http://www.comune.vicenza.it/uffici/dipterr/ambiente/areetematiche/inquinamento/risanamentoatmosfera.php), individua in maniera precisa una serie di azioni dirette, emergenziali e poi strutturali ed integrate per cercare di risolvere il problema e si integra con il Piano urbano della mobilità, il PAES – Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile, il Piano dell’Illuminazione per il Contenimento dell’Inquinamento Luminoso

Diverse le azioni che si possono effettivamente vedere attuate tra quelle predisposte:
i sistema di tariffazione della sosta che disincentiva l’avvicinamento al centro urbano, è notizia di ieri che dal 2008 al 2015 Vicenza ha visto aumentare in maniera considerevole le piste ciclabili, le ztl e le aree pedonali, possiamo constatare come si stia lavorando sulla calmierazione del traffico (zone 30, attraversamenti rialzati, etc…), sono ormai istituzionalizzate importanti iniziative di sensibilizzazione come le “Domeniche ecologiche” con blocco totale del traffico, ci sono alcune sperimentazioni interessanti sui percorsi casa-scuola e casa-lavoro e molto di più.
Sono anche state fatte diverse determine e delibere che limitano le temperature massime degli edifici sia pubblici che privati, o che arrivano a vietare la combustione di biomassa per riscaldamento nei periodi in cui l’inquinamento arriva a livelli allarmanti.

Ma tutto ciò semplicemente non basta, dobbiamo prenderne atto, i livelli di inquinamento sono troppo alti. Cosa fare allora?

Le politiche devono essere più incisive, non basta l’invito a mantenere negli edifici industriali e civili una temperatura massima di 19° C, bisogna controllare che l’ordinanza sia rispettata; non basta vietare le combustioni all’aperto, bisogna che gli organi di controllo verifichino e facciano applicare i regolamenti, non bastano i divieti, servono controlli e sanzioni.
Non basta dare alternative e sicurezza a chi l’auto non vuole o non può usarla, bisogna anche evitare che i cittadini scelgano di usare l’auto quando ci sono alternative non inquinanti; non è questione di vietarne l’uso, bensì di aumentare i disincentivi: se aumenta il prezzo delle sigarette ne diminuisce l’uso in poco tempo, se aumentano i costi diretti ed indiretti dell’uso dell’auto privata, dell’uso di biomasse con vecchie stufe e caldaie, allora ne diminuirà l’uso, parliamo di contravvenzioni.
Ora più che mai serve che i provvedimenti finora pensati siano verificati nell’attuazione, controllando che siano rispettate le temperature massime negli edifici, i blocchi del traffico ed i divieti di combustione. Non bastano le esortazioni come non sono bastate quando è diventata obbligatoria la cintura di sicurezza, servono anche le contravvenzioni che sono misure impopolari, ma fondamentali per il disincentivo dei comportamento sbagliati e dannosi per la salute di tutti.

Adriano Verneau

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MOSTRI SENZA TESTA 4-11 Dicembre 2016

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Dal 4 all’11 dicembre, presso il Polo Giovani B55 di Vicenza, si è svolta la mostra fotografica “Mostri senza testa” organizzata dal circolo Legambiente Vicenza e da Italia nostra, insieme alle professoresse Maria Baldisserotto e Claudia Rancati, che ne hanno anche coordinato l’allestimento. Autori della mostra sono stati gli studenti che frequentano il quarto anno (sez. D) del Liceo Artistico Boscardin dell’indirizzo audiovisivo e multimediale. Tale iniziativa rientra all’interno di una convenzione stipulata tra Legambiente Vicenza e l’Istituto Boscardin per l’attività di alternanza scuola-lavoro.

Il tema della mostra è ruotato attorno al complesso edilizio di Borgo Berga. È stata sviluppata una riflessione sul suo impatto estetico. Il progetto esprime una forma di protesta su ciò che è diventato oggi: un ecomostro. I ragazzi si sono cimentati nella realizzazione di una serie di rielaborazioni fotografiche che rappresentano una sua distruzione utopica: dall’aquila che arriva in volo come sulla propria preda piuttosto che dal fuoco che lo brucia, passando attraverso la personificazione del concetto di rifiuto, fino ad arrivare al suo completo scioglimento. Seguendo questo link è possibile vedere le opere che sono state esposte all’interno della mostra fotografica:
http://www.anordestdiche.com/borgo-berga-mostro-edilizio-studenti-liceo-artistico/.

Il percorso espositivo terminava con un’installazione costituita da elementi diversi che hanno rappresentato un omaggio alla memoria storica (del cotonificio Rossi, che dalla fine del 1800 è stata parte importante dell’identità della città di Vicenza), alla natura e soprattutto all’imprescindibile necessità di averne cura.
Tutte le opere nascono da una riflessione che Legambiente Vicenza e Italia Nostra hanno cercato di stimolare nelle scuole, riguardo l’importanza del Paesaggio e alla tutela del patrimonio storico-artistico e culturale che offre la città di Vicenza e che spesso vengono messi in pericolo proprio dall’opera dell’uomo. In particolare si è cercato, attraverso nuove forme di comunicazione, di suscitare nuove emozioni e smuovere le coscienze sul tema Borgo Berga. Argomento di attualità di particolare importanza che coinvolge la nostra città da qualche anno, ma che negli ultimi mesi è ancora più sentito vista la concreta possibilità di perdere l’importante titolo di “Patrimonio dell’Umanità – UNESCO” che Vicenza possiede dal 1994.

Nel complesso l’esposizione ha visto una buona affluenza di visitatori, con un picco nel week-end. I ragazzi hanno dimostrato un forte entusiasmo nella partecipazione al progetto, è stata infatti un’importante occasione di crescita personale, di auto-sensibilizzazione e coinvolgimento nella vita culturale della propria città. Un’esperienza del tutto nuova che ha permesso loro di mettersi alla prova in uno speciale dialogo aperto con il pubblico.

Visto il successo dell’iniziativa, le associazioni organizzatrici e l’istituto Boscardin stanno progettando di portare la mostra in un “tour” per le scuole superiori della città, nel corso dei prossimi mesi.
I lavori dei ragazzi hanno suscitato l’entusiasmo delle associazioni che da sempre seguono il caso “Borgo Berga” e che hanno chiesto una copia delle opere per recapitarla al gruppo ICOMOS (International Council on Monuments and Sites) che si è riunito più volte a Vicenza nelle ultime settimane, per la realizzazione dell’HIA (Heritage Impact Assessment), necessaria per valutare la permanenza o meno del titolo di Patrimonio dell’Umanità UNESCO per la città.

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Giù le mani dai Colli Euganei

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Lunedì 12 dicembre si è tenuto a Venezia il Consiglio Regionale del Veneto, dove il consigliere Sergio Berlato ha presentato l’emendamento sul ridimensionamento del Parco dei Colli Euganei. Tale riduzione avrebbe coinvolto il 70% della superficie totale del parco, esponendo l’area esclusa ad autorizzazioni riguardanti cemento, cave, disboscamento e caccia.
Con questo emendamento Berlato vuole prendere le difese degli agricoltori della zona messi sempre più in difficoltà dalla sovrappopolazione di cinghiali, consentendo quindi ai cacciatori, che lui stesso rappresenta in Consiglio, di praticare un’attività venatoria più libera in quelle aree che attualmente sono parte del Parco. Secondo Legambiente la questione dei cinghiali descritta da Berlato non può giustificare la riduzione di un parco regionale come quello dei Colli Euganei ricco di unicità geologico-naturalistiche, culturali e turistico-economiche soprattutto dimenticando di dire che le popolazioni di cinghiale sono presenti in Veneto anche per le continue immissioni compiute dai cacciatori nei decenni passati e ancor oggi fatte illegalmente.


Le critiche sono state rivolte anche al metodo di lavoro: «Berlato ha presentato un emendamento alla Finanziaria Regionale usando uno stratagemma che rifugge da una discussione e revisione della legge sui parchi, infilando di soppiatto la sua proposta in una legge che riguarda la materia economica. Una furbata insomma, che niente ha in comune con un chiaro e trasparente dibattito sulle aree protette» sostiene Legambiente Veneto. La Legge di Stabilità regola la politica economica della Regione attraverso misure di finanza pubblica e di politica di bilancio e l’emendamento di Berlato non c’entra nulla con la materia economica ed è al di fuori di ogni politica ambientale, agricola o territoriale.
Per questo motivo domenica 11 dicembre, numerose associazioni ambientaliste, sindaci e cittadini della zona hanno partecipato ad una passeggiata simbolica lungo il confine del parco dei Colli nel comune di Torreglia e Lunedì 12 dicembre hanno manifestato a Venezia davanti a Palazzo Ferro Fini, sede del Consiglio Regionale del Veneto. È stata inoltre aperta su Change.org una petizione online che ha già raccolto 6.686 sostenitori. Clicca qui e firma anche tu la petizione per salvare il Parco dei Colli Euganei!


Nonostante la voce contraria di molti, in questi giorni l’emendamento “taglia parco” è passato e ora scattano 90 giorni in cui ci sarà il confronto con l’Ente Parco e i sindaci dei Comuni interessati per disegnare i nuovi confini delle aree del Parco. Ora tutto dipende dall’entità della zonizzazione che verrà discussa in questo periodo di tempo; in caso di mancata intesa verrà approvata d’ufficio la versione proposta inizialmente da Berlato.
È stata approvata inoltre la proposta presentata dal consigliere Valdegamberi sul Parco Regionale della Lessinia, dai contenuti simili all’emendamento Berlato.

Una buona legge ha bisogno di una esauriente consultazione che solo una conferenza regionale sulle aree protette può dare. È questo l’invito che Legambiente Veneto fa alla Giunta regionale perché prosegua sul cammino che aveva intrapreso sei mesi fa presentando una nuova proposta di legge sulle aree protette.

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Prima Edizione Forum Rifiuti Veneto

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Lunedì 21 Novembre si è tenuta a Treviso, in concomitanza con la pubblicazione dell’edizione regionale 2016 di “Comuni Ricicloni”, la prima edizione del Forum Rifiuti Veneto, un incontro organizzato da Legambiente Veneto per fare il punto sulla gestione virtuosa dei rifiuti nella nostra regione.
Nel dossier nazionale “Comuni Ricicloni” vengono premiate le amministrazioni che superano il 65% di differenziata finalizzata al riciclaggio. A partire dall’anno 2013 è stata inoltre introdotta la qualifica di Comuni Rifiuti Free per le amministrazioni che hanno contenuto anche la produzione pro capite di secco residuo a smaltimento al di sotto dei 75 kg/anno/abitante. La Giuria ha infatti deciso di dare un segnale forte e mettere in evidenza chi ha deciso non solo di raccogliere, inviare a riciclaggio e gestire al meglio i rifiuti dei cittadini, ma anche di puntare sulla riduzione del residuo da inviare allo smaltimento.
Il Veneto, massimizzando negli anni la raccolta differenziata, il recupero dei materiali e il recupero energetico proveniente dal rifiuto organico, ha fatto scendere la produzione annua di rifiuto del 7% e dimezzato la produzione di rifiuto residuo allo smaltimento in dieci anni, diventando la regione con la più alta percentuale di comuni Rifiuti Free in Italia.

Al primo posto nella classifica dei Capoluoghi di Provincia troviamo Treviso con 56,85 kg/ab/anno e una differenziata che sfiora l’82%; a seguire Belluno con 70,79 kg/ab/anno e oltre il 75% di raccolta differenziata. Vicenza conquista il terzo posto, con 193,60 kg di rifiuto secco residuo per abitante l’anno e con una raccolta differenziata del 62,69%, superando Verona, Rovigo, Venezia e Padova.
Secondo Legambiente Veneto, «Vicenza, grazie ad un costante ampliamento del porta a porta, fa qualcosa di meglio, ma l’obiettivo “Rifiuti Free” è ancora davvero lontano».
Nella prima parte del Forum si è tenuta la premiazione Comuni Ricicloni, che ha visto la consegna degli attestati ai comuni che hanno dimostrato più di tutti una buona gestione dei rifiuti. Nella Provincia di Vicenza al primo posto si posiziona Agugliaro, con poco più di 42 kg di rifiuto secco residuo per abitante e una differenziata che arriva quasi a toccare l’80%. Il paese è infatti il primo centro vicentino a comparire nella classifica generale dei comuni veneti “Rifiuti Free” posizionandosi al 66° posto. Al secondo posto della classifica provinciale troviamo Monticello Conte Otto, con quasi 50 kg per abitante e oltre l’81% di differenziata. Al terzo posto si posiziona il comune di Longare, con poco più di 50 kg per abitante e oltre il 78% di raccolta differenziata, seguita da Alonte, San Germano dei Berici, Gambugliano, Caldogno, Pojana Maggiore, Arcugnano e Mason Vicentino.
Oltre a premiare i comuni virtuosi, il Forum ha conferito il titolo di “Best practices” in Veneto, dove si sono distinte otto realtà anch’esse protagoniste del territorio in materia di gestione dei rifiuti. Tra queste troviamo due aziende vicentine: Etra spa, impegnata sul fronte della riduzione degli scarti e Agno Chiampo Ambiente, per l’impegno nell’educazione ambientale nelle scuole dell’infanzia e primarie.

Nella seconda parte della giornata si sono tenute due conferenze. Il tema della prima conferenza è stato l’economia circolare, e ha visto l’intervento di aziende e cooperative venete che contribuiscono profondamente al recupero dei rifiuti e al loro riutilizzo, facendoli permanere il più a lungo possibile all’interno del ciclo economico. In particolare, tra le varie realtà regionali, sono intervenute anche le vicentine AIM S.p.A. e Cooperativa INSIEME onlus parlando del progetto PRISCA, e la Fondazione CUOA con il progetto “ECONOMIA CIRCOLARE. Un senso etico ambientale ed industriale del prodotto e del riciclo”.
Nella seconda parte del pomeriggio si è tenuto l’incontro “Legge Ecoreati (Legge 22 maggio 2015, n. 68): istruzioni per l’uso”, moderato e coordinato da Paolo Cagnan, Codirettore de La Tribuna di Treviso, alla quale hanno partecipato Stefano Ciafani, Direttore Generale di Legambiente, Loris Tomiato, Dipartimento Provinciale ArpaV di Treviso, l’Avvocato Luca Tirapelle, Presidente CEAG Veneto (Centro di Azione Giuridica di Legambiente Veneto) e il NOE (Nucleo Operativo Ecologico) dell’Arma dei Carabinieri.

Durante la discussione L’Onorevole Alessandro Bratti è intervenuto telefonicamente in quanto Presidente della Commissione Parlamentare di Inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad esse correlati.
Stefano Ciafani durante il suo intervento ha messo in luce l’importanza della Legge 68/2015 come strumento fondamentale non solo per Legambiente ma anche per tutti i cittadini che intendono riportare segnalazioni a difesa del proprio territorio. Vengono portate ad esempio varie esperienze di applicabilità della Legge 68 durante i primi 8 mesi dalla sua introduzione.
A conclusione della giornata una sessione di domande dal pubblico e riflessioni sul tema.
Ora per Legambiente la vera scommessa è quella di far diventare tutta la regione ‘Rifiuti free’ nei prossimi tre anni, attraverso l’obbligo di tariffazione puntuale, lo stop ai nuovi inceneritori, l’aumento dei costi di discarica e la costruzione di nuovi impianti di riciclo” e tornare a ribadire che lo si può fare in cinque mosse, riportate nel Comunicato Stampa più in basso.
Clicca qui per il Comunicato Stampa

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Festa del tesseramento 2017

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La Festa del Tesseramento sarà il 4 dicembre alle ore 18.00 presso il Polo Giovani B55!
(contrà Barche, 55 – Vicenza)

E’ già il terzo anno che organizziamo questa OCCASIONE CONVIVIALE in modo da trovarci tutti: soci, amici e simpatizzanti per fare un breve riassunto sull’anno trascorso, trasmettere la nostra voglia di cambiamento e illustrare il nostro impegno nell’ambito dell’attività tradizionale di Legambiente e non solo.
Vi aspettiamo per un Aperitivo con Buffet offerto, ci sarà la possibilità di tesserarsi e anche di acquistare i panettoni (con gocce di cioccolato o con uvetta e zibibbo) che la pasticceria siciliana Fiasconaro ha realizzato appositamente per Legambiente.

Sarà possibile anche acquistare un pacco tesseramento speciale con, oltre alla tessera 2017, numerosi gadget annessi!

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