VXN – AMMAINIAMO LE BANDIERE ORMAI GRIGIE Conclusione e Considerazioni della campagna Smog

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Le bandiere bianche possono smettere di sventolare dai balconi e finestre dei cittadini ed essere ammainate per verificare gli esiti del monitoraggio. Ora, attraverso una banda colorimetrica, sarà possibile osservare in che misura il lenzuolo è virato di colore, a causa della quantità di polveri sottili che vi sono rimaste intrappolate.

Durante il mese di marzo il circolo vicentino di Legambiente si è interessato della qualità dell’aria, oltre che esponendo il proprio lenzuolo a Porto Burci (nostra sede), anche monitorando i giorni di sforamento dei limiti per il Report Mal’Aria (attualmente siamo già a 47 giorni di sforamento da inizio anno). Inoltre ha chiesto al Comune di Vicenza l’accesso agli atti delle sanzioni effettuate per far rispettare l’accordo del Bacino Padano, che regolava le limitazioni al traffico e che si è concluso il 31 marzo, in corrispondenza con la chiusura della compagna lenzuoli bianchi.

A conclusione di questa iniziativa di cittadinanza attiva, giovedì 11 aprile alle ore 18.30 proponiamo un momento collettivo di consegna dei lenzuoli in sede Legambiente Vicenza, a Porto Burci (Contrà Burci 27, Vicenza). Chi ha partecipato esponendo il lenzuolo può consegnarlo e insieme potremo verificare quanto particolato si è depositato, attraverso la griglia cromatica. Per fare un quadro più completo della nostra città vi daremo i dati del monitoraggio sugli sforamenti dei limiti.

A seguire ci sarà l’A.A.A. Aperitivo Ambientale Attivo, a cui siete tutti invitati, aventi e non aventi lenzuoli da consegnare. Sarà un momento informale in cui ragionare insieme sulla qualità dell’aria a Vicenza e individuare altre azioni da proporre alla cittadinanza.

Condividi sui social la foto del tuo lenzuolo con l’hashtag #vxn, affinché il cigno verde non sia più sollevato da un vento di smog ma possa librarsi in cieli migliori.

Sara Manfrin

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PULIZIA DI PRIMAVERA AL PARCO RETRONE

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Il 30 marzo è stata fatta una grande pulizia del parco a cura dei volontari di Legambiente Vicenza e dei residenti del quartiere dei Ferrovieri.Sono stati battuti circa 800 metri di argine, che vanno dal ponte di via Maganza alla scuola media di via Carta. Il materiale trovato è stato consistente. Non solo i classici rifiuti, che vengono trasportati dal fiume, quando c’è la piena, ma anche parecchi ingombranti.

Ci si domanda come certi oggetti siano potuti finire lungo un argine di un fiume. Ingombranti che paiono essere abbandonati appositamente lungo quella parte nascosta del Retrone. La lista dei ritrovamenti è lunga: si va dalle biciclette ai carrelli, ad un vecchio cambiamonete ed ad un piccolo televisore portatile. Non sono mancati

lo scheletro di una vecchia carrozzina, un casco e un telaio di motorino.

I volontari sono riusciti a recuperare anche un grosso pneumatico di un camion che affiorava nella parte di fiume vicina alla sponda.

Questi materiali “straordinari” sono solo una piccola parte del lavoro fatto dai residenti-volontari. Sono stati raccolti il quantitativo di 10 sacchi di rifiuti “ordinari”. E stiamo parlando delle zone lungo l’argine del fiume, non del Parco Retrone (che viene pulito ogni settimana dai volontari di Legambiente).

Dal monitoraggio fatto, ci si può rendere conto delle tipologie di rifiuti prevalenti che si depositano lungo le sponde, e che sono più soggette al trasporto da parte delle piene del Retrone e delle forti piogge:

  • 750 unità di plastica (bottiglie, sacchetti, posate usa e getta, tappi, blister medicine, ecc.)
  • 120 bottiglie di vetro
  • 100 unità di carta (buste, cartoni, imballaggi, ecc.)
  • 180 lattine di alluminio

Legambiente poi, ha provveduto a differenziare i vari rifiuti, consegnandoli ad Aim Valore Ambiente, per uno smaltimento corretto.

Una giornata così insegna che quello che produciamo ogni giorno nel nostro quotidiano, può arrivare nei posti più impensabili. Una piena, può trasportare i rifiuti molto lontano da noi, anche al mare.

Il problema va risolto alla radice. Diminuiamo il più possibile l’uso della plastica e facciamo sempre la raccolta differenziata con criterio ed attenzione.

Ringraziamo ancora di cuore tutti i partecipanti, o anche solo chi è passato e ci ha regalato parole di incoraggiamento. Alla prossima!

Giacomo Peruffo

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SIAMO PARTNER DEL PRIMO SMART REUSE PARK D’ITALIA

La settimana scorsa è stato presentato a Vicenza il primo Parco del Riuso Intelligente: una rete tutta vicentina di soggetti, strutture e relazioni capaci di spingere al massimo la riduzione dei rifiuti attraverso il riuso. Legambiente Vicenza è parte di questa rete e svilupperà nei prossimi mesi diverse azioni di sensibilizzazione della cittadinanza e collaborerà attraverso alcuni laboratori e ospitando attività di Repair Cafè @ Porto Burci.

Dal 2 al 4 aprile si è svolto a Vicenza il 3° meeting transnazionale del progetto Interreg SURFACE, organizzato da Cooperativa sociale Insieme. Il progetto europeo mira a migliorare la gestione ambientale e la qualità della vita nelle aree urbane attraverso la creazione di Parchi di Riuso Intelligenti (Smart Reuse Parks).

Si sono riuniti 40 rappresentanti di imprese sociali, istituti di ricerca, multiutility, istituzioni locali e consorzi di settore provenienti da Austria, Germania, Polonia, Repubblica Ceca, Ungheria, Slovenia, Croazia, Belgio e Italia (Vicenza e Rimini nello specifico), per confrontarsi sul recepimento del recente “Pacchetto sull’Economia Circolare” della Comunità Europea; in particolare su come definire le migliori azioni per lo sviluppo di strategie integrate di riuso e preparazione al riutilizzo nei piani di riduzione e gestione dei rifiuti. Il meeting è stato l’occasione per la presentazione delle azioni pilota locali che vedono coinvolti anche il Comune di Vicenza, Aim Ambiente e Legambiente Vicenza.

La presidente della cooperativa Marina Fornasier ha spiegato che «il meeting è un’occasione importante per la Città e per la Provincia, per tutti i soggetti locali coinvolti e gli stakeholder nazionali, per un confronto sulla definizione delle migliori strategie ambientali per la riduzione dei rifiuti; per questo abbiamo invitato anche consulenti ambientali, tecnici di settore, imprese sociali, Arpav e rappresentanti della Provincia ma soprattutto aziende municipalizzate/multi-utility locali responsabili della raccolta, del recupero o dello smaltimento dei rifiuti solidi urbani. Queste ultime infatti nei prossimi anni dovranno integrare le proprie attività di gestione rifiuti con il processo sociale, culturale e industriale di Riuso e Preparazione al Riutilizzo come dettato dalla gerarchia europea dei rifiuti, collaborando con imprese sociali che, citando la direttiva europea sui rifiuti (UE) 2018/851, possono garantire impatti sociali ed ambientali positivi».

Nel meeting e nella conferenza stampa dedicata è stato descritto il primo Smart Reuse Park italiano, cioè una rete di strutture, servizi e relazioni tra imprese sociali, settore pubblico, aziende private, associazioni e cittadinanza che consente la riduzione degli sprechi e l’ottimizzazione delle risorse attraverso le attività di riutilizzo e preparazione al riutilizzo, azioni fortemente connesse al riciclo. Lo Smart Reuse Park della provincia di Vicenza è una rete territoriale, quindi un luogo sia fisico che virtuale, che comprende due centri del riuso, reti di riparatori locali, “repair cafè” con laboratori di autoriparazione, negozi dell’usato e recupero, oltre che alcuni ecocentri della provincia,.

«Oggi si celebra la partenza ufficiale del primo dei 5 Smart Reuse Park che si stanno avviando grazie a questo progetto – dichiara Christian Leonhartsberger di ATM, partner Austriaco coordinatore del progetto – i centri di Vicenza, Innsbruck (Austria), Kempten (Germania), Budapest (Ungheria), Torun (Polonia) si inseriscono a pieno titolo nello sviluppo dei tre pilastri della sostenibilità ambientale attraverso la prevenzione della creazione di rifiuto collegato con il risparmio energetico, la creazione di posti di lavoro e l’attività sociale a livello locale».

Grazie alla creazione di occasioni di confronto e sperimentazioni in forma coordinata tra i diversi portatori di interesse, il Parco di Riuso Intelligente è propulsore di esperienze d’avanguardia sui temi ambientali, proponendo in maniera crescente nuove iniziative e soluzioni intelligenti per il riuso attraverso la ricerca e lo sviluppo di modelli innovativi di collaborazione tra i diversi attori cittadini, ad esempio tra pubblico e privato sociale.

Adriano Verneau

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MATER-BIOTECH: DALLO ZUCCHERO ALLA BIOPLASTICA

Giovedì 28 marzo gli studenti delle classi 5°C e 5°F del Liceo Quadri di Vicenza, accompagnati da Martina e Sara, hanno potuto visitare gli impianti della Mater-Biotech a Bottrighe (Ro), azienda leader per la produzione di materiale bio-plastico da fonti rinnovabili. La visita guidata si è svolta a conclusione della serie di incontri previsti all’interno della campagna “Io sono legale” che ha coinvolto le due quinte sul tema della legalità dei sacchetti biodegradabili e compostabili.

Il percorso si è svolto con una serie di incontri all’interno dell’istituto scolastico con una parte teorica e una pratica di laboratorio, e si è concluso al di fuori dei banchi di scuola con la visita guidata alla Mater-Biotech. Mater- Biotech, azienda collegata della Novamont, gestisce un impianto industriale dedicato alla produzione di biobutandiolo (1,4 BDO), un intermedio chimico normalmente ottenuto da fonti fossili. Grazie a Novamont è nato il primo impianto dedicato per la produzione della quarta generazione del Mater-Bi da fonti rinnovabili. Questo materiale innovativo è completamente biodegradabile e compostabile secondo i principi standard internazionali e trova diverse applicazioni nei campi quali la GDO, la raccolta differenziata, l’agricoltura, la ristorazione collettiva ed il packaging.

Le classi si sono recate all’impianto e dopo una breve presentazione della società, hanno proseguito la visita con un ingegnere chimico che ha mostrato le varie strutture del complesso industriale ed ha illustrato i processi che portano alla produzione della bio-plastica. La bioraffineria, riconvertita da un sito produttivo dismesso, utilizza zuccheri come materie prime rinnovabili, in particolare ottenuti da mais e grano, e con l’impiego di microrganismi e l’aggiunta di sali minerali crea un brodo di coltura. Tramite i passaggi successivi di fermentazione, pastorizzazione, filtrazione, purificazione, evaporazione, distillazione si arriva al prodotto finito che viene successivamente venduto alle aziende che poi lo impiegheranno nella realizzazione di diversi prodotti in Mater-Bi.

La visita è stata molto completa dal punto di vista didattico; ad ogni nuovo settore dell’azienda era presente un pannello illustrativo. Gli studenti sono stati accompagnati a vedere anche i comparti più nascosti come la sala controllo, in cui si trovano le postazioni PC per supervisionare tutte le fasi del processo produttivo, e i laboratori in cui si svolgono diverse analisi di controllo delle materie prime e del prodotto finito.

Un’attenzione particolare va volta alla gestione delle risorse, all’interno dell’impianto infatti sono stati studiati dei processi attraverso i quali è possibile valorizzare i prodotti di scarto trasformandoli in risorsa.

Ad esempio i microrganismi di scarto, utilizzati per la fermentazione del brodo colturale, che devono essere resi inattivi, questo vengono convogliati in un digestore in cui viene prodotto il biometano che contribuisce all’alimentazione della caldaia, necessaria ai processi industriali.

Il percorso all’interno della struttura ha permesso ai ragazzi di conoscere un contesto lavorativo innovativo, di capire la complessità della produzione di un impianto dedicato alle biotecnologie industriali e di comprendere le varie possibilità di sviluppo dei processi per ridurre l’impatto ambientale.

L’iniziativa nel suo complesso, campagna di sensibilizzazione e visita all’impianto, è stata molto apprezzata da studenti e insegnanti, ci auguriamo dunque di avere in futuro altre interessanti occasioni di collaborazione con la scuola.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Sara Manfrin

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