ABBATTIAMO GLI ABUSI! Cosa pagheresti per vederlo sparire?

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Legambiente, Italia Nostra e il Comitato Contro gli Abusi Edilizi di Vicenza hanno dato il via a una campagna di raccolta fondi per trasformare la battaglia contro l’ecomostro di Borgo Berga da lotta di pochi a progetto collettivo.

Si tratta di una vera e propria campagna di crowdfunding, un nuovo modo di finanziare progetti e idee che permette di far crescere dal basso il cambiamento, esattamente quello in cui crediamo noi!
È una causa molto importante per tutto il nostro territorio.

Borgo Berga a Vicenza è simbolo dell’abusivismo edilizio, del consumo di suolo e della degradazione del paesaggio, che in troppe città italiane vediamo ogni giorno.

Legambiente lo ha inserito tra i 10 edifici che amplificano i danni degli eventi climatici estremi in Italia perché costruiti in aree particolarmente a rischio dal punto di vista idrogeologico.

La Procura della Repubblica ha già contestato il reato di lottizzazione abusiva, ma i lavori del cantiere continuano del tutto indisturbati.

Dobbiamo fermarli e cercare di recuperare quanto più possiamo uno degli scorci più belli della nostra città.

Abbiamo bisogno del tuo aiuto per sostenere le spese legali. La campagna parte l’8 aprile e dura fino al 10 luglio.

Fai la tua donazione!

conto corrente IT62 F050 1811 8000 0000 0229 145

intestatario LEGAMBIENTE VOLONTARIATO VICENZA

causale “DONAZIONE CAMPAGNA BORGO BERGA”

oppure dona direttamente dalla piattaforma

 

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Emergenza PFAS: le acque inquinate

Non poteva mancare a Festambiente Vicenza 2016 un appuntamento in cui raccogliere e affrontare le preoccupazioni che la popolazione, non solo di Vicenza, ma di molti paesi della Provincia di Verona, Vicenza e Padova, sta vivendo sul tema “PFAS”, o sostanze perfluoroalchiliche che dir si voglia. Si tratta di sostanze classificate come potenti “interferenti endocrini”, che da 30 anni inquinano questi territori a partire da Trissino, paese diventato noto perché vi ha sede la Miteni, l’unica azienda in Italia che produce questo tipo di composti e che ora è l’accusata numero uno, per quello che da qualche esperto è stato definito “il più grave disastro ambientale dopo Seveso”.

I dati delle prime analisi sul sangue di un campione di cittadini dei Comuni più colpiti e sugli alimenti, che a detta delle associazioni e degli esperti che stanno seguendo la questione, sono arrivate tardi e sono comunque incomplete e grossolane, hanno già rivelato concentrazioni preoccupanti di queste sostanze, che avrebbero quindi raggiunto la catena alimentare.

E proprio di concentrazioni si è parlato, perché è intorno a questo che ruota tutto: stiamo parlando di sostanze che sono pericolose a livelli bassissimi, ma per le quali in Italia non esistono limiti obbligatori da rispettare, ma solo limiti di performance, praticamente dei limiti di riferimento.

Alla presenza del Dr. Edoardo Bai e del Dr. Vincenzo Cordiano, di ISDE-Medici per l’ambiente, di Angelo Guzzo, di Acque Vicentine, di Paolo Zanni, segretario della CGIL di Vicenza, di Giorgio Zampetti, responsabile scientifico per Legambiente Nazionale e Luigi Lazzaro, Presidente di Legambiente Veneto, che ha fatto da moderatore, si sono ripresi i punti sui quali si cerca di porre l’attenzione ormai dal 2013, all’inizio ottenendo come reazione immobilità, scetticismo e anche qualche accusa di “procurato allarme”. Ora le cose si stanno sbloccando, ma come è stato più volte sottolineato, la priorità dovrebbe essere quella di far cessare la condizione di inquinamento elevato alla quale si è arrivati, ovvero di bypassare le fonti di approvvigionamento d’acqua inquinata per trovarne altre a monte che siano più sicure. Questo non si sta ancora facendo, come non si pensa ancora minimamente alla bonifica.

Attualmente come soluzione i Comuni più interessati dall’inquinamento da PFAS si sono dotati di filtri a carboni attivi, che secondo Angelo Guzzo sono al momento l’unica soluzione prontamente attuabile. Questi filtri costano però 600.000 euro l’uno, vanno cambiati ogni 4 mesi e il loro costo ricadrà inevitabilmente sulla collettività, come a dire che “al danno si aggiunge la beffa”.

Uno dei punti salienti della discussione è stata la descrizione della gravità davvero preoccupante della situazione: come ha specificato Luigi Lazzaro sono 200 i kg di questi inquinanti che vengono immessi ogni anno nell’ambiente, 540 miliardi di nanogrammi ogni giorno. A livello nazionale però i limiti di tolleranza sono molto elevati, se confrontati per esempio con quelli degli Stati Uniti, abbassati, dopo lo scandalo Du Pont fino a 70 nanogrammi/l. Ciò nonostante nell’agosto 2015 sono stati praticamente triplicati: si è passati da un limite di 500 nanogrammi/l, in totale, per le 10 tipologie di PFAS (esclusi PFOS e PFOA), a situazioni in cui si sono raggiunti anche i 2030 nanogrammi/l. Responsabile della decisione l’Istituto Superiore di Sanità, che lo ha fatto su richiesta del gestore dell’acqua. Per fortuna a gennaio 2016 si è ritornati ai limiti di prima. Lo racconta il Dr. Vincenzo Cordiano che con il Dr. Edoardo Bai è stato autore dello studio epidemiologico di ISDE-ENEA sulla mortalità da PFAS.

Si tratta di uno studio che ha interessato 150.000 persone. I dati trattati sono quelli contenuti nella banca epidemiologica di ENEA e nel registro tumori per le provincie di Padova, Verona e Vicenza. Contando i tumori in essere e le persone malate nei Comuni colpiti dalla contaminazione, si è visto che c’era un incremento dei casi in cui si verificava un aumento dei livelli di colesterolo nel sangue; alterazioni della tiroide; colite ulcerosa; ipertensione in gravidanza; tumori del testicolo e del rene. A questi effetti se ne aggiungevano altri, conseguenza, come ha spiegato Edoardo Bai, del fatto che PFAS, PFOS e PFOA «non sono principalmente sostanze cancerogene, ma sono forti interferenti endocrini, è per questo che sono tossici a così basse concentrazioni».
Ma la salute non è l’unica cosa che rischia di essere compromessa a causa di questa vera e propria emergenza. Come ha spiegato Paolo Zanni, il rischio è che come al solito, se qualche provvedimento verrà preso, ciò sarà fatto a scapito dei lavoratori, che inconsapevoli, in anni di lavoro alla Miteni, hanno contribuito a rendere critica la situazione. L’azienda, già prima che scoppiasse il caso, non navigava in buone acque e ora il pericolo concreto è che gli operai, tra i soggetti più a rischio per l’intensa esposizione alle sostanze perfluoroalchiliche subita, vengano lasciati a loro stessi, sia per quanto riguarda le condizioni di salute, che quelle lavorative.

Come ha sottolineato Giorgio Zampetti: «bisogna iniziare a ragionare in maniera seria e concreta sulle alternative». Serve un piano degli interventi che individui le priorità, ma soprattutto che sappia trovare una soluzione , non distruggendo ancora altre risorse, compresa la forza lavoro, ma cercando di recuperate quelle compromesse da una situazione che si è protratta tra illegalità, mancanza dei controlli e silenzio complice, per fin troppo tempo.

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Smart city: gestione intelligente ed economia circolare

L’economia circolare è un tema di cui si sente sempre più parlare a livello europeo e non solo. Da più parti le osservazioni riguardano però spesso il fatto che il più delle volte le buone intenzioni rimangono ferme alle parole. Non è così a Vicenza, dove varie realtà collaborano per coniugare servizi e sostenibilità. Di questo hanno parlato martedì 14 giugno gli ospiti alla prima conferenza di Festambiente Vicenza 2016.

L’Ing. Ruggero Casolin, dirigente di AIM Valore Ambiente, ha spiegato come sia più corretto parlare di “economia sferica” che di “economia circolare”: sono talmente tanti gli aspetti che si “integrano e si compenetrano”, che vanno a costituire una realtà a tutto tondo. Non si tratta quindi “solo” di raccolta, trattamento e smaltimento dei rifiuti, ma anche di partire a monte, cercando di portare ad una riduzione della quantità di rifiuto prodotto e arrivare a valle promuovendo il riuso e il riciclo, che possono essere accompagnati anche da una parte di recupero energetico.

AIM Valore Ambiente da tempo collabora con Cooperativa Insieme, progetto innovativo del vicentino che ha come scopo la mutua cooperazione e il rispetto dell’ambiente. Sono varie le idee che sono state portate avanti grazie alla collaborazione tra le due realtà. Il più importante è stato il progetto europeo PRISCA. Marina Fornasier, vice Presidente della Cooperativa Sociale Insieme, intervenuta alla conferenza, ci racconta come sia durato dal 2012 al 2015 e abbia permesso la realizzazione di due centri di riuso che hanno consentito a Cooperativa Insieme di arrivare alle dimensioni che ha oggi.

Ora la vicinanza delle due realtà prosegue con la diffusione della Re-use Box, un contenitore in cartone che si può aggiungere ai bidoni della raccolta differenziata e che serve per recuperare tutto ciò che non dovrebbe finire nella spazzatura in quanto “bene”. A tutti i “beni” raccolti viene data poi nuova vita nelle varie sedi della Cooperativa Insieme, dove gli oltre 100 operatori e i 50 volontari, lavorano per dare possibilità “altre” alle cose e alle persone.

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Festambiente 2016

festambiente2016

 

20150625_182033Eccoci pronti e carichi anche quest’anno per la nuova edizione di FESTAMBIENTE.

Saremo presenti al nostro stand tutti i giorni della Festa, a partire dalle 18.00.

Oltre agli aggiornamenti sulle nostre attività, ai gadget e al materiale informativo, quest’anno c’è una novità: abbiamo pensato a una serie di incontri, in continuità con il corso sull’agricoltura familiare organizzato nei mesi scorsi.

Ecco il programma di CONVERSAZIONI CON LA TERRA, direttamente allo stand Legambiente.

– martedi 14, ore 18.00/19.30

Scuola di ortocultura biologica. Gli amici di Legambiente Limena (PD) ci racconteranno la loro esperienza nell’attività orticola svolta in aula e… in campo!

– mercoledi 15, ore 18.00/19.30

La permacultura, viviamo l’orto secondo una nuova filosofia, con Enrico Marcolongo. La permacultura è definita come un sistema agricolo che si può sostenere per un tempo illimitato: è quindi un processo integrato di progettazione che dà come risultato un ambiente sostenibile, equilibrato ed estetico. Bill Mollison sostiene che “una cultura non può sopravvivere a lungo senza una base agricola sostenibile e un’etica dell’uso della terra”.

– giovedì 16, ore 18.00/19.30

La realtà degli orti urbani a Vicenza. Discuteremo con gli assessori Cristina Balbi (Cura urbana) e Annamaria Cordova (Partecipazione) sui criteri e sulle modalità di assegnazione degli orti urbani nella nostra città, sulla dislocazione degli orti e sugli ampliamenti degli spazi orticoli.

– venerdì 17 giurno, ore 18.00/19.30

Apicoltura. L’ape come rilevatore di inquinamento, con l’Associazione Apicoltori Vicentini. Le api sono sentinelle del nostro ambiente, hanno rischiato seriamente di morire a causa dell’uomo: migliorare la loro salute significa salvare loro e la biodiversità vegetale.

Al solito, vi aspettiamo numerosi!

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Fatti un selfie con il mostro! #mostroborgoberga #stopecomostri

Fatti un selfie con il mostro!
Capita anche ai giorni nostri di incontrare qualche mostro. Nei libri abbiamo sempre letto che i mostri vanno affrontati con coraggio e sconfitti, nelle favole i mostri hanno sempre la peggio..
Noi di Legambiente, Italia Nostra e Comitato contro gli Abusi Edilizi, speriamo succederà così anche a Vicenza…vogliamo uccidere il mostro, vogliamo sconfiggere l’ecomostro Borgo Berga!

E tu hai paura dei mostri? Sia che la risposta sia si che no, fatti un selfie con il mostro! Scatta una foto tua, con i tuoi amici, con i tuoi compagni di classe, con la tua famiglia, con la tua ragazza, in cui ci sia Borgo Berga nello sfondo. Scegli le angolature più strane, le facce più divertenti (o schifate), facci capire quanto anche tu aborri questo mostro! Posta tutto su facebook o su twitter preceduto dagli hashtag #mostroborgoberga #stopecomostri e noi lo pubblicheremo sulle pagine social della campagna di crowdfunding (che stiamo portando avanti per affrontare le spese legali della nostra battaglia), intitolata “ABBATTIAMO GLI ABUSI! – Cosa pagheresti per vederlo sparire?

Il concorso si concluderà il 18 giugno e la premiazione avverrà sabato 19 giugno presso lo stand di Legambiente a Festambiente Vicenza 2016. L’autore della foto migliore vincerà un buono da 100 euro per l’acquisto di una bicicletta, il secondo classificato vincerà una cena per due gratis a Festambiente Vicenza, il terzo una maglietta con stampato il logo della nostra campagna. A tutti andrà anche una tessera di Italia Nostra, che dà diritto a convenzioni e sconti a particolari mostre e musei.

Fuori concorso ognuno potrà postare (con gli stessi hashtag) anche dei video in cui racconta come vede questo mostro inserito nella propria città e cosa farebbe per farlo sparire. Raccontaci la tua idea!

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