#Rivoluzione circolare è la parola d’ordine dell’Assemblea Nazionale di Legambiente 2017

 

La tre giorni di Rispescia è iniziata con la riunione di venerdì 3 novembre tra segreteria nazionale e dirigenti regionali durante la quale si è discusso di politica, organizzazione e bilancio. Al pomeriggio c’è stata l’accoglienza e la registrazione dei partecipanti seguita dalla presentazione del libro “Carlo Furlan. Una vita per l’ambiente e per la sua città” scritto da Ivo Conti. Un omaggio al grande ambientalista veronese scomparso il 25 luglio 2013, ideatore della Federazione Nazionale Legambiente Volontariato, presidente di Legambiente Verona e fautore del Parco delle Mura di Verona, un tempo area abbandonata e degradata.

Sabato 4 novembre si sono svolte numerose conferenze e laboratori tematici che sono stati un utile punto di partenza per sviluppare nuovi progetti e attività sul nostro territorio. Sono stati tre i principali temi trattati: economia circolare, economia civile e cambiamenti climatici.
Legambiente Vicenza ha preso parte a diversi gruppi di lavoro. Il primo, dal titolo “economia circolare made in Italy”, ha avuto lo scopo di individuare obiettivi e strumenti dell’economia circolare ed è stato presieduto da Giorgio Zampetti, responsabile scientifico di Legambiente. Durante l’incontro sono state presentate interessanti esperienze da parte degli altri circoli sul tema. Ad esempio, il progetto sperimentale “Piazza verso rifiuti zero” sviluppato dal circolo di Piazza Armerina (En) che è consistito nella realizzazione di una eco-stazione dove i cittadini possono portare i loro rifiuti appositamente differenziati per poi barattarli con prodotti tipici della zona. Legambiente Basilicata, invece, attraverso il progetto “ScamBioLogico” ha creato, dal recupero di una stazione impresenziata, la prima Green Station d’Italia. Al suo interno, la stazione rigenerata ospita un negozio di prodotti biologici a km zero, privi di imballaggio, del commercio equo e solidale e dell’artigianato, spazi dedicati al baratto ma anche un luogo di formazione per la diffusione della cultura ambientale.

Il secondo incontro dal titolo “Come difendersi da ecoreati, ecomostri ed ecomafiosi: istruzioni per l’uso” è stato moderato da Stefano Ciafani, Direttore di Legambiente Nazionale, che ha introdotto Luca Ramacci, Magistrato della Corte di Cassazione e autore della nuovissima edizione del “Manuale di autodifesa ambientale del cittadino” (Edizioni Franco Angeli) presentato proprio in quest’occasione. Si tratta di un vademecum semplice ed intuitivo, uno strumento utile per il semplice cittadino per difendere il proprio territorio dalle illegalità ambientali. Le ultime pagine del testo, infatti, riportano i fac simile dei più significativi documenti che è necessario produrre quando si intende intraprendere l’iter di denuncia di un delitto ambientale.
Ramacci riporta vari esempi di cause ambientali sottopostegli nel corso degli anni, esperienze che cita anche nel suo manuale, nel quale spesso riprende la nuova legge sugli Ecoreati e spiega come muoversi per azioni in sede giudiziaria, civile od amministrativa.

Il manuale, citando Ramacci, è anche uno strumento utile per i circoli che devono sollecitare le amministrazioni ad intervenire in caso di illeciti ambientali, perché, come dice David Zanforlini, Presidente del Centro di Azione Giuridica (CEAG) di Legambiente, “le leggi ci sono, ma molto spesso è proprio l’amministrazione che non si attiva per applicarle”.
Durante l’incontro, sono stati diversi gli interventi da parte di alcuni rappresentanti di circoli che sono attivi in battaglie legali o che hanno da poco (o da troppo) tempo sporto denuncia per illeciti ambientali, come ad esempio l’abusivismo edilizio, e che hanno avuto la possibilità di confrontarsi e chiedere maggiori informazioni e suggerimenti per le prossime mosse da compiere.
Una copia del manuale è presente presso la sede del nostro circolo, in Piazzale Giusti, 23 a Vicenza, a disposizione di chiunque ne abbia bisogno.

Il terzo gruppo di lavoro dal titolo “Le Nuove sfide del Clima” ha messo in evidenza come Legambiente continui le sue battaglie contro l’inquinamento atmosferico, sia a livello nazionale che regionale.
Dopo l’accordo di Parigi, che prevede l’uscita dall’utilizzo delle fonti fossili entro il 2050 e con l’inizio della COP 23 il 6 novembre, Legambiente ritiene fondamentale il ruolo dei territori che dovranno impegnarsi sempre di più per la mitigazione degli effetti dei cambiamenti climatici.
Ridurre le emissioni di CO2 resta ancora la priorità, infatti se si riuscisse ad uscire dalla dipendenza dalle fonti fossili si ridurrebbero le emissioni di anidride carbonica di oltre 750 tonnellate e si eviterebbe un ulteriore aumento della temperatura che potrebbe superare fra non molto i 2°C. Quindi, è ancora molto importante l’introduzione di nuove fonti di energia rinnovabile, che oggi già hanno raggiunto una potenza totale di 55,4 GW (nel 2016) garantendo oltre il 34,3% dei consumi elettrici del Paese.
Tra le nuove campagne di Legambiente che partiranno a breve c’è “Civico 5.0 – Un altro modo di vivere in condominio” un’occasione per introdurre i temi dell’efficienza, clima, inquinamento dell’aria e per rendere i nostri circoli più protagonisti sul tema. La campagna sarà articolata in tre fasi principali: il monitoraggio scientifico con i tecnici di Legambiente che effettueranno delle analisi all’interno delle abitazioni; “condomini aperti”: una giornata in cui il condominio diventa il punto di incontro per eventi e infine la presentazione dei risultati.

Nella seconda parte del pomeriggio, tra i laboratori tematici a cura dei circoli e dei regionali, c’è stato anche quello dal titolo “Marine litter”, un focus sui temi del monitoraggio, della citizen science e dell’inquinamento delle acque interne e di mare. I partecipanti si sono divisi in gruppi, dai nomi stravaganti (citiamo ad esempio i “Tart & Furious”), per sviluppare una strategia di progettazione e comunicazione che coinvolga più soggetti sul tema dei rifiuti sulle spiagge. Facendo riferimento alle campagne nazionali “Beach Litter” “Spiagge e Fondali Puliti” e infine “Goletta Verde”.

Altro interessante laboratorio è stato “Festambiente Net 2018: strumenti e proposte per organizzare un eco-festival di Legambiente”. Il laboratorio è stato un momento di confronto con i circoli ed i regionali che organizzano o intendono organizzare nel prossimo futuro Festambiente nei loro territori.
Un’importante occasione per acquisire strumenti, contatti e proposte per la realizzazione di un eco-festival, in particolare per chi intende organizzarne uno per la prima volta. La proposta è quella di mettere a sistema e condividere, attraverso la rete di Festambiente Net, gli esempi virtuosi e le iniziative specifiche realizzate dai singoli festival di Legambiente.
Da Festambiente Foreste (Prim’Alpe, Canzo (Co)), a Festambiente Nazionale fino a Festambiente Mediterraneo passando anche per Festambiente Vicenza un reciproco confronto di idee ed opportunità per un futuro eco-sostenibile.

La conferenza si è conclusa domenica 5 novembre con l’Assemblea Plenaria durante la quale si sono tirate le fila di ciò che è stato fatto nei due giorni precedenti e sono state date le direttive per il futuro. L’associazione è chiamata a mettere in moto un progetto di cambiamento che sappia incidere profondamente sui processi di fondo della società, al fine di convincere, costruire consenso, mobilitare e dare rappresentanza. L’invito della Presidente Rossella Muroni è quello di offrire una visione di cambiamento che veda nella conversione ecologica dell’economia e della società il centro delle politiche. Questo si traduce per i circoli nell’essere radicati nel territorio, cercare alleanze, intercettare sensibilità.

Elena Ceretta, Giulia DallePalle, Martina Sartori

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Qualità dell’aria: novità normative e azioni in campo. Quali i reali impatti?

 

Il mese di ottobre è iniziato male per quanto riguarda la qualità dell’aria. Il valore limite giornaliero di PM10 previsto dalla legge italiana, in tutela della salute umana, è di 50 µg/m3 e non dovrebbe essere superato per più di 35 giorni l’anno. Tuttavia, i dati raccolti dalla centralina ARPAV situata nel Quartiere Italia a Vicenza, rilevano che a ottobre ci sono stati ben 12 giorni consecutivi di sforamento della concentrazione di PM10, dall’11 al 22. Già a febbraio di quest’anno è stato superato il numero di giorni annuo di sforamento consentito: ad oggi arriviamo a 67 giorni totali.

L’attività antropica, e in particolare la combustione, è la principale responsabile dell’inquinamento atmosferico, ovvero dell’alterazione della normale composizione chimica dell’atmosfera. Le sostanze alteranti sono i cosiddetti agenti inquinanti che possono avere natura particellare, come le polveri sottili (PM) o gassosa. Le polveri sottili sono particelle disperse in atmosfera di dimensioni inferiori ai 10 µm e si suddividono in primarie e secondarie: le prime sono emesse da veicoli, industrie, cantieri e dalla combustione del legno; le seconde si formano in seguito a reazioni chimiche e fisiche.

Come afferma Paolo Bonasoni dell’Istituto di scienze dell’atmosfera e del clima del Consiglio nazionale delle ricerche (Isac-Cnr) in un’intervista rilasciata il 10 ottobre 2017 per Adnkronos, il Veneto e le altre regioni del Bacino Padano (Piemonte, Lombardia ed Emilia-Romagna) presentano specifiche condizioni orografiche e meteoclimatiche (scarsità di venti, frequenti fenomeni di inversione termica notturna, alta pressione atmosferica) che, combinate con l’assenza di pioggia, favoriscono la formazione e l’accumulo nell’aria di inquinanti, producendo così delle situazioni di inquinamento diffuso che rendono difficile il rispetto dei valori limite di qualità dell’aria. Per questo motivo ed in seguito a due procedure di infrazione avviate dalla Commissione europea nei confronti dell’Italia per i continui e prolungati superamenti della soglia limite di PM10, il 9 giugno 2017, le regioni interessate hanno firmato un nuovo “Accordo di programma per l’adozione coordinata e congiunta di misure di risanamento per il miglioramento della qualità dell’aria nel Bacino Padano”, il secondo siglato dalle quattro regioni. Già a dicembre del 2013, infatti, era stato sottoscritto un altro accordo di programma diretto ad assicurare la realizzazione coordinata e congiunta di misure addizionali di risanamento dell’aria.

Il compromesso raggiunto prevede una serie di interventi comuni in aggiunta a quelli già esistenti e contenuti nei Piani regionali della qualità dell’aria. Sono diversi gli impegni che le regioni del Bacino Padano devono prendere, fra questi, quello che ha un impatto a livello locale riguarda la circolazione dei veicoli. L’intesa prevede la limitazione della circolazione dall’1 ottobre al 31 marzo di ogni anno, da applicare entro il 2018, dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 18.30, per le autovetture e i veicoli commerciali di categoria N1, N2, N3 ad alimentazione diesel, di categoria uguale o inferiore all’Euro 3. La limitazione dovrà poi essere estesa alle categorie Euro 4 entro il 2020 ed Euro 5 entro il 2025. Questi divieti, però, si applicano prioritariamente alle aree urbane dei comuni con popolazione superiore ai 30.000 abitanti presso i quali opera un adeguato servizio di trasporto pubblico locale e ricadenti in zone dove risulta superato uno o più valori limite del PM10 o del NO2.

Il Comune di Vicenza, che per numero di abitanti rientra nei termini dell’accordo, ha previsto, con apposita ordinanza, il blocco del traffico invernale, da lunedì a venerdì a partire dalle 9 fino alle 12 e dalle 15 alle 18, ai veicoli Euro 0 ed Euro 1 benzina ed Euro 1 e 2 alimentati a gasolio. Tale divieto comporterà, nelle ore lavorative, il blocco del 15,82% delle autovetture e motovetture immatricolate a Vicenza (Fonte: dato elaborato partendo dal dataset “parco circolante di autoveicoli e motoveicoli” presente sul sito del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti). Oltre al comune di Vicenza, a livello provinciale, solamente Bassano e Schio contano più di 30.000 abitanti e rientrano quindi nell’accordo siglato. I restanti comuni della provincia (che sono 118) rimangono invece esclusi lasciando scoperta una popolazione pari a 671.634 abitanti.

Viste le considerazioni appena fatte, riteniamo che le misure in atto non siano sufficienti a risolvere il problema delle polveri sottili nella Pianura Padana, ecco allora alcune proposte di miglioramento e di stimolo che Legambiente ha sviluppato. In primo luogo, sarebbe opportuno estendere i divieti di circolazione anche a tutti i veicoli Euro 0 ed Euro 1 e ai veicoli a gas Euro 0 ed aggiungere un più efficace meccanismo di controllo per vigilare in tempo reale sui trasgressori. In secondo luogo, sarebbe necessario implementare politiche che incentivano l’uso di veicoli elettrici in sostituzione a quelle che promuovono la rottamazione delle auto che, si è visto, non sono servite a migliorare la qualità dell’aria. Infine, riteniamo possa essere efficace introdurre delle tasse automobilistiche che penalizzino il possesso di auto vecchie e inquinanti e dei limiti di velocità nelle autostrade in funzione dell’inquinamento.
Accanto a questi interventi, ecco le 10 mosse che Legambiente chiede per uscire dall’emergenza smog e vivere meglio: ridisegnare strade, piazze e spazi pubblici delle città per favorire sicuri spostamenti a piedi e in bicicletta; aumentare il verde urbano; promuovere una mobilità a emissioni zero; potenziare il trasporto pubblico; fissare standard ambientali più alti per l’utilizzo di veicoli privati; istituire zone a pedaggio urbano e implementare una differente politica tariffaria sulla sosta; riqualificare gli edifici pubblici e privati per ridurre i consumi energetici; vietare l’uso di combustibili fossili inquinanti nel riscaldamento degli edifici; garantire un serio e capillare sistema di controlli su emissioni di auto, caldaie ed edifici; intervenire infine anche sulle altre fonti inquinamento.

Elena Ceretta e Giulia DallePalle

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Legambiente Vicenza sarà partner della Cooperativa Insieme per il progetto europeo SURFACE

 
 
L’1 luglio 2017 è ufficialmente partito il progetto pilota “Surface” (Smart Urban Reuse Flagship Alliances in Central Europe) co-finanziato dal programma Interreg Central Europe dell’Unione Europea, che ha l’obiettivo di dimostrare la fattibilità degli smart re-use park.
La Cooperativa Sociale Insieme e altri 9 partner provenienti da diversi paesi europei lavoreranno in stretto contatto per scambiarsi buone pratiche e progettare parchi del riuso “intelligenti” all’interno delle città coinvolte.L’obiettivo del progetto è quello di migliorare la gestione ambientale e la qualità della vita nelle “functional urban areas” FUA (nuclei urbani metropolitani definiti secondo l’Organizzazione per lo Sviluppo e la Cooperazione Economica OECD), attraverso una serie di azioni che si concluderanno a giugno 2020. In particolare, la Cooperativa Insieme mirerà a implementare le attività di sensibilizzazione e promozione sul riuso di materiali, confrontandosi con le aziende, le istituzioni e gli enti no-profit del territorio, tra cui protagonista è anche il circolo LegambienteVicenza. La grande quantità di rifiuti e di acque di scarico prodotti nelle città, la scarsa qualità dell’aria e dell’acqua, gli alti livelli di rumore e la mancanza di una gestione integrata delle questioni ambientali, sono tutti problemi di rilievo in ogni FUA.
In questo contesto, l’approccio del riuso dei materiali è da considerarsi significativo per affrontare tali problematiche. Nonostante i recenti miglioramenti a livello transnazionale, il panorama decisionale rimane ancora frammentato. Per questo, Surface si propone di stabilire una capacità decisionale armonizzata e multi-stakeholder, nel campo del riuso, della prevenzione dei rifiuti e sugli Smart Re-Use Parks, inserendo tali temi nelle strategie di gestione ambientale e nei piani d’azione.Il progetto entrerà nella sua piena attività da gennaio 2018, nel frattempo è possibile rimanere aggiornati sulla pagina Facebook Surface.

Alessandra Pepe

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2°ed. Forum Rifiuti Veneto – Treviso, 20-21 Novembre 2017

Dopo il successo della prima edizione, il 20 e 21 novembre 2017 si terrà la seconda edizione del Forum Rifiuti Veneto, presso il Palazzo Rinaldi di Treviso.

Il forum, organizzato da Legambiente con il patrocinio di ARPA Veneto, Regione Veneto e Comune di Treviso, ha da una parte l’obiettivo di condividere a livello regionale e nazionale le buone pratiche territoriali nel campo del riuso, del riciclaggio e della gestione dei rifiuti, ovvero sull’economia circolare, visto che il 2017 è l’anno dell’approvazione definitiva del pacchetto Europeo sull’Economia Circolare; dall’altra rappresenta un’occasione per focalizzare l’attenzione anche sulle criticità del ciclo dei rifiuti, ponendo l’accento anche sugli aspetti legali.Il Forum Rifiuti 2017 darà risonanza ai casi concreti di ostacolo allo sviluppo dell’Economia Circolare Made in Italy: in questo contesto, infatti, se il Veneto ha ottenuto successo sulla riduzione di rifiuto secco da avviare a smaltimento, è pur vero che le realtà particolarmente virtuose spesso si scontrano con cavilli normativi e burocratici. Un esempio è rappresentato dalle norme sulla cessazione della qualifica di rifiuto, il cosiddetto EoW (End of Waste), che dovrebbero semplificare le procedure autorizzative al fine di promuovere l’effettivo riciclo di quanto raccolto in modo differenziato, con le dovute garanzie per l’ambiente.

I rappresentanti delle aziende e dei consorzi, le istituzioni e gli amministratori pubblici, i principali soggetti del mondo dell’economia e della ricerca, i giornalisti specializzati si confronteranno sulle soluzioni per minimizzare lo smaltimento in discarica e per massimizzare il recupero e la rigenerazione circolare della materia.

I Media Partner dell’evento saranno i quotidiani locali del gruppo espresso (Tribuna, La Nuova, Mattino di Padova e Corriere della Alpi), che nei giorni precedenti e durante la manifestazione racconteranno le esperienze di persone, comitati, associazioni, aziende ed enti particolarmente significative sul tema.

Per partecipare è possibile iscriversi compilando questo form.

 

Alessandra Pepe

 

 

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Conferenza “La campagna in città”

Nel mese di novembre si svolgerà un ciclo di incontri dal titolo : UN PARCO IMPLICITO, progetto per il quale è stato ottenuto un contributo dal Centro Servizi Volontariato di Vicenza in seguito alla partecipazione al Bando Solidarietà 2016.

Sabato pomeriggio 11 novembre: LA CAMPAGNA IN CITTÀ: agricoltura e boschi urbani come “ingredienti” per la rigenerazione
sabato pomeriggio 18 novembre: FARE PAESAGGIO: il progetto della città riparte dal verde
sabato pomeriggio 25 novembre: tavola rotonda: IL CAPITALE VERDE: cultura, benessere, comunità

Tutti gli incontri si svolgeranno alle ore 15.00-18.00 nella sala conferenze del Centro Volontariato di Vicenza, contrà Mure S. Rocco 37/A(VI).

Un parco implicito” è un progetto che nasce dalla necessità di quantificare il Capitale Verde di Vicenza, ragionando anche sul Verde non costruito e sul Verde in divenire, su spazi residuali e aree che possono diventare importanti attraverso una rigenerazione, sul valore delle aree rurali urbane e periurbane. Sono stati invitati esperti che porteranno esperienze e buone pratiche di altre città.

Civiltà del Verde ha promosso questo progetto avvalendosi dell’ideazione e coordinamento dell’Unità di Ricerca sul Paesaggio e Dipartimento di Architettura di Ferrara, della collaborazione del Laboratorio Spazi Rurali e Boschi Urbani di Vicenza e dell’associazione Cittadinanza e salute.

Il Comitato Pomari ci tiene a sostenere e promuovere iniziative che si occupano di contrastare il consumo di suolo e promuovere pratiche di valorizzazione del verde urbano e periurbano.

I temi discussi:

LA CAMPAGNA IN CITTA’
agricoltura e boschi urbani “come ingredienti” per la rigenerazione
Quali i nuovi valori per il territorio rurale nella città diffusa?
Saranno portati esempi di buone pratiche nel padovano e nel milanese ed esperienze associative tra operatori agricoli.

FARE PAESAGGIO
il progetto della città riparte dal verde
La città è un bene comune e il verde ne è parte strutturante.
L’incontro è dedicato a illustrare approcci, modelli ed esperienze di costruzione collettiva di paesaggio

IL CAPITALE VERDE
cultura, benessere, comunità (tavola rotonda)
Si parla sempre più spesso di beni comuni ma per poterli davvero condividere crediamo sia essenziale riconoscerli e soprattutto riconoscerne il valore.
Partire dal verde significa soddisfare i molti bisogni di chi vive in città, pensare in modo inclusivo. Costruire comunità.
Questi i temi che discuteremo nella tavola rotonda che chiude il ciclo di questo primo anno di attività del progetto “Un parco implicito”
Raccomandiamo a tutti la partecipazione: è una occasione importante per arricchire la la conoscenza del nostro Capitale verde e far tesoro di saperi, esperienze positive in altri luoghi.
Raccomandiamo inoltre la divulgazione.
Non mancate!

Per chi dovesse arrivare in auto, può trovare posto nei parcheggi laterali di via S. Rocco o del Teatro Nuovo

A sabato 11 novembre

P.s: anche quest’anno ci rimboccheremo le maniche per ripulire i nostri prati e fare una piccola manutenzione del verde. Il ritrovo sarà sabato 18 novembre alle ore 14.45 nel piazzale della Chiesa di S. Lazzaro. L’attività si concluderà alle ore 17.00 sempre nel piazzale della Chiesa in via Palestrina dove ci aspettano caldarroste, tè e vin brulè. Siete tutti invitati!

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